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Quando torno al mio paese

Quando torni al tuo paese i tuoi passi non fanno più rumore.
Sei un fantasma felice che nessuno vede e fai  un po’ paura.

Le chiese fresche, gli odori antichi, l’arte che incontri andando a far la spesa, i sapori ancora veri…

Scopri le strade vuote e le luminarie rotte. Ci vuole tempo, sai, anche al Sud, per farti amici. La spazzatura sempre in strada, ma in buste colorate.

La vita lenta, temo, sia un ritardo…
E non c’entra il caldo…

Ma il fuoco brucia e troppo spesso.

Lo sai benissimo: non puoi salvarla.
Non sai spegnere i fuochi, far ricrescere gli ulivi, non riuscirai a riscattare la tua terra.

Scopri che il giorno è notte e la notte è giorno.
E la pizzica, credimi, non basta.
Il vento c’è, ma manca a volte l’aria.
E il mare pure, ma sai ancora nuotare?
C’è chi aiuta solo chi ha perso la voglia.

Quando torni al tuo paese
capisci che siamo stati derubati, una volta ancora, sviliti più che distrutti…

Mal spiegati più che mal capiti.

Quando vieni al mio paese, non spiegarmelo, ti prego.


Disclaimer: Testo anatematico, liberamente ispirato ad “Al mio paese” di Serena Brancale, Levante e Delia. Non è un affronto né una critica alla canzone.