🎧 ascolta
In una giornata abbastanza assolata sentirai l’aria cristallina sulla pelle e sarà come un dolce preludio a qualcosa di tremendo. Dentro di te ci sarà una grande tempesta, forse un ciclone o qualcosa di ancora più orrendo, ma calmo. Un lutto sottile, invisibile, a cui dovrai sopravvivere per forza. Che non potrai far vedere e neanche sfoggiare in abiti scuri. Sarà un dolore immenso che giocherà con la tua mente e ti porterà a una temporanea pazzia.
Comincerà un lungo pianto dal ventre, per poi uscire dalla voragine della gola, sarà così profondo da svegliare tutti i mostri che si pensano estinti. Piangerai di tutto, per tutto. Del pesce rosso morto, degli amici scomparsi, di tutti i volti che non avresti mai voluto incontrare. Piangerai di tutti i no che hai preso, e della collezione di delusioni ormai museali. Dovrai portare un segreto lutto anche dei sì che hai detto, quelli pesanti, precoci, delle promesse che non avresti voluto mantenere. Piangerai i figli mai nati, le ore perse a cercare, le passeggiate uccise, l’anima a spiegare, le ore di amore volate via, i treni persi, le crostate bruciate. Dovrai buttare terra su quei piccoli desideri che non saranno mai nemmeno ascoltati, sulle opportunità perse nei turbini.
Ti siederai e vedrai nella tomba le versioni di te che non sono mai state, le piccole o grandi cose che avresti potuto meritare. Porterai lutto degli errori che con testardaggine hai portato avanti come atti eroici. Piangerai amaramente i sacrifici che nessuno ti ha chiesto e a nulla hanno portato. Conterai ogni piccolo incidente che ha creato la tua grande catastrofe.

Piangerai
i fiori appassiti sul balcone,
la lontananza,
il coraggio
che morì per primo.
Sarà un capolavoro
di esenzione alla vita
per eccesso di bontà .
In quel preciso momento,
saprai di essere sopravvissuto alla morte,
a quella dose di negazione morale giornaliera
che ha fatto morire
tutto intorno.
