La verità ha a che fare con la modestia di accettare ciò che siamo. Le percezioni passano attraverso lenti e filtri che ci allontanano dal nostro impasto originario. I danni che ci vengono fatti e quelli che facciamo sono parte di questa verità. Questo non si accetta facilmente. Ma finché lottiamo per mantenere in vita le nostre illusioni costruite da educazione, insegnamenti e dalle grammatiche della vita, continueremo a vivere l’inferno.

Il risveglio viene annunciato come un evento di luce e di gloria, al contrario nasce dalla liberazione della bile e dalle sofferenze di una rinascita in cui ossa e carne a stento rivengono alla luce. Per questo si piange forte e non si ride alla nascita: l’urlo del risveglio può spezzare equilibri che non erano altro che catene fragili.

La consapevolezza non è solo accettazione interiore ma anche l’allineamento delle nostre azioni con il nostro pensiero più intimo. Non credere che ciò sia facile… richiede nudità da infante, richiede la forza dei mostri, il coraggio di guardare negli occhi la nostra fragilità.